Dal Cilento a Milano, passando per
la Basilicata: le buone prassi si notano
(di Salvatore Nocera*)
Tre incontri in successione - dedicati all'integrazione
scolastica degli alunni con disabilità - dalla
Campania alla Basilicata, fino a Milano. E in ognuna di
queste occasioni si è notata una grande volontà
di lavorare per eliminare i disservizi e migliorare la
qualità dell'integrazione stessa, oltre al desiderio
di collegarsi sempre più in rete, per far circolare
nel migliore dei modi le idee e le azioni promozionali,
all'insegna di un maggiore protagonismo degli studenti
disabili e delle loro famiglie
Salvatore Nocera, vicepresidente della FISHNelle scorse
settimane - nell'imminenza delle feste pasquali - sono
stato invitato ad una serie di incontri riguardanti i
recenti provvedimenti attuati dal ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini in altrettante regioni italiane.
La prima visita è stata nel Cilento, in Campania,
realtà turistica meno frequentata di altre, ma
stupenda per essere in un certo senso "sospesa tra
passato e futuro". L’incontro, infatti, si
è svolto presso l’Istituto Alberghiero di
Castelnuovo Cilento (Salerno), paesino sul mare di poche
migliaia di abitanti, come tanti altri in questa zona
a due passi da Velia, la famosa colonia greca che aveva
saputo integrarsi con gli abitanti originari - dai quali
aveva imparato l’ospitalità - successivamente
città romana fiorente anche per gli studi e la
pratica medica (tutte informazioni, queste, che mi sono
state cortesemente fornite dal professor Rizzo, ex docente
di latino e greco, ex sindaco e oggi studioso della storia
dei centri del Cilento).
L’Istituto Alberghiero di Castelnuovo accoglie numerosi
alunni con disabilità, che svolgono tirocinio in
vari alberghi e agriturismi della zona, ove operano alcuni
docenti dello stesso, facilitando quindi il reinserimento
lavorativo per molti di essi.
A poca distanza si trova poi Ascea, dove ha sede la Fondazione
Alario, in un bel palazzotto del Settecento, che fra le
sue molte attività culturali è impegnata
in una ricerca di applicazione dell'informatica all'archeologia.
Infatti, i ricercatori di tutta Italia - sulla base dei
reperti archeologici - ipotizzano la ricostruzione virtuale
dei siti, degli edifici e della vita che vi si svolse.
Anche con tale Fondazione le scuole hanno frequenti contatti.
La seconda regione visitata è stata la Basilicata,
con incontri a Melfi e Venosa, ricche di ricordi federiciani,
e a Potenza, ove si sta realizzando una buona collaborazione
fra Enti Locali e Scuola, mirata all'integrazione scolastica
e prelavorativa degli alunni con disabilità.
Tale dialogo è favorito dalla FISH (Federazione
Italiana per il Superamento dell’Handicap), attiva
nella regione malgrado la difficoltà dell’eccessiva
frammentazione di piccolissime associazioni di persone
con disabilità e loro familiari.
Risalendo l'Italia, mi sono recato infine in Lombardia,
per un incontro organizzato a Milano dalla LEDHA [se ne
legga la presentazione cliccando qui, N.d.R.], federazione
di associazioni locali aderente alla FISH Nazionale, molto
attiva sul territorio anche con uno sportello di consulenza
legale alle famiglie e agli operatori scolastici e sociosanitari.
Queste consulenze riguardano tutti gli aspetti della vita
quotidiana delle persone con disabilità, ma un'attenzione
particolare viene dedicata all'integrazione scolastica
e alla ricerca della sua qualità.
L’incontro di Milano è stato caratterizzato
dalla ben nota efficienza lombarda che ha permesso, in
un sabato di inizio aprile, di riunire numerose famiglie
e operatori e di discutere sui rapporti operativi fra
la legislazione nazionale e quella lombarda, la quale
ha alcune peculiarità, come la cosiddetta "dote",
costituita da bonus finanziari assegnati alle famiglie,
sulla base della legge regionale del diritto allo studio,
una "dote" che è più pesante per
gli alunni con disabilità che frequentano le scuole
paritarie.
Certamente a tale impostazione si ispira la Proposta di
Legge n. 953 (Norme per l’autogoverno delle istituzioni
scolastiche e la libertà di scelta educativa delle
famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico
dei docenti), presentata dalla deputata Valentina Aprea
e in discussione alla Camera [se ne legga una nota di
commento in questo stesso sito, cliccando qui, N.d.R.],
sulle cosiddette "quote capitarie" anche statali
che dovrebbero essere assegnate a tutti gli alunni per
favorirne la libera scelta fra scuola pubblica e privata.
Un progetto, questo, che ha suscitato molte perplessità
perché riduce i finanziamenti alle scuole pubbliche.
La discussione dell’incontro promosso dalla LEDHA
si è però focalizzata sulla necessità
di un maggiore coordinamento fra scuole, Enti Locali,
ASL e associazioni, tramite accordi di programma che in
Lombardia non riescono a decollare, com'è invece
accaduto in altre realtà del Nord Italia (Piemonte,
Veneto ed Emilia Romagna).
Come bilancio conclusivo di questi incontri dal Sud al
Nord del Paese, devo dire di non avere ascoltato le consuete
lagnanze circa le inadempienze e le novità introdotte
troppo frettolosamente dal Ministero, ma di aver notato,
invece, una grande volontà di lavorare per eliminare
i disservizi e migliorare la qualità dell'integrazione
scolastica - tramite una maggiore consapevolezza della
normativa e dei diritti delle famiglie - e anche la volontà
di collegarsi in rete per far circolare sempre più
le idee e le azioni promozionali e, dove necessario, anche
per una lotta legale nel segno di un maggior protagonismo
degli alunni con disabilità e dei loro familiari.
*Vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana
Superamento dell'Handicap).